

....ed ei forò le travi e insieme unille,
e con incastri assicurolle e chiodi.
Larghezza il tutto avea, quanta ne danno
di lata nave trafficante al fondo
periti fabbri. Sulle spesse travi
combacianti tra sé lunghe stendea
poderose assi, e il tavolato alzava.
L’albero con l’antenna ersevi ancora,
e costrusse il timone, e in ambo i lati
armar gli piacque d’intrecciati salci
contro il marino assalto, e molta selva
gittò nel fondo per zavorra o stiva.
Le sue tele, o Calipso, in man gli andaro
E buona gli uscì pur di man la vela,
cui le funi legò, legò le sarte,
la poggia e l’orza: al fin, possenti leve
supposte, spinse il suo naviglio in mare…
(ODISSEA, Libro V, 297 – 335)
